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Meteo a Kos

venerdì, 12 giugno 2009

Il clima di Kos è quello tipico delle isole greche dell’area del Dodecanneso, e pienamente mediterraneo, ovvero caratterizzato da estati calde ed asciutte e da autunno ed inverno piovosi ma mai con temperature più basse dello 0°.

L’isola è grande, ma non a sufficienza per presentare zone dove l’influsso del mare non arrivi, e quindi, a parte quando soffiano i forti venti freddi del nord, anche l’inverno generalmente risulta tiepido.

Anche per quanto riguarda l’estate, la sua posizione geografica potrebbe far pensare ad un clima torrido ed insopportabile, ma invece la presenza costante delle brezze marine, i venti periodici come il Meltemi anche durante la stagione calda soffiano da nord e stemperano un po’ le temperature più elevate.

Il mare è piacevolmente caldo dalla metà di aprile, sebbene in quel periodo le acque siano ancora frescoline e, se non è proprio una giornata calda, qualche brivido di freddo lo si prova. Invece per l’autunno la sorpresa di acque calde e gradevoli per tuffi e nuotate continua fino ai primi di dicembre, perchè il mare durante la stagione calda ha accumulato molto calore che rilascia gradatamente man mano che diminuiscono le temperature.

In bassa stagione invece, a partire dal tardo autunno, novembre – dicembre, inizia la stagione brutta, contrassegnata dai forti venti gelidi e da piogge costanti che possono continuare ininterrotte anche per molti giorni, dando all’isola l’aria melanconica delle località marine in inverno. Le piogge comunque rappresentano una notevole risorsa idrica per l’isola, e contribuiscono a renderla verdeggiante e florida nella stagione primaverile.

Agios Fokas

giovedì, 16 aprile 2009

La bella spiaggia di Agios Fokas si può trovare a poca distanza da uno dei resort più famosi dell’isola, ad 8 chilometri circa dal capoluogo di Kos verso sudest, ed a circa due chilometri da Thermes, una località rinomata per le sue sorgenti di acqua termale riconosciute per le loro proprietà terapeutiche.

questa spiaggia della grecia è incantevole, per alcuni tratti costituita da ciottoli e sabbia neri, nella restante parte di sabbia bianchissima.

Sulla spiaggia si possono trovare tutte le comodità per trascorrere la giornata all’insegna del relax e del piacere, dal noleggio di sdraio ed ombrelloni alla possibilità di praticare qualche sport acquatico, il windsurf innanzitutto, qui particolarmente piacevole per via della brezza che soffia costante.

Lungo la spiaggia poi, per godersi un piacevole break dopo ore di bagni e di sole sui possono trovare numerose “taverne” e bar, sia per un piccolo spuntino che per un vero e proprio pranzo, a base della saporita cucina locale.

Non è male indugiare sulla spiaggia fino a tardi, cioè fino al tramonto del sole, un’occasione da non perdere per la luce bellissima che si può ammirare ed i colori accesi del sole che scende sul mare, se siete appassionati di foto di paesaggi è il posto giusto per l’ampia vista che si gode sul mare circostante.

Agios Fokas potrebbe essere sia una meta di un’escursione giornaliera, se vi siete insediati a Kos, da cui potete raggiungere la spiaggia grazie al servizio di bus locali oppure noleggiando un auto od una moto o ancora, se avete voglia di fare un po’ di movimento, anche in bicicletta.

Itinerari sull’isola di Kos

mercoledì, 24 dicembre 2008

Ecco alcuni percorsi consigliati per percorrere in lungo ed in largo l’isola di Kos non perdendo neanche una delle sue incredibili e magiche attrattive:

Primo itinerario: Agios Fokas – Thermes. Il primo percorso attraversa la spiaggia ad ovest, passando per il capo Psalidi, verso Agios Fokas per finire a Thermes. Il capo di Agios Fokas è un tratto ripido di collina a 75 metri di altezza dal mare su cui va a terminare il gruppo di montagne dell’isola di Kos. Là, sin dall’antica epoca bizantina si trova la piccola chiesa di Agiou Foka. Al tredicesimo chilometro c’è Thermes una spiaggia attrezzata in cui potete trovare una fonte di acqua calda dalle proprietà terapeutiche.

Secondo itinerario: Kos – Platani – Asklepion. Questo itinerario può essere di notevole interesse per chi è interessato alla storia, perchè comprende il giro dell’area di Asklepion. Si percorre la via principale che termina fuori città in direzione sud ovest. Ad una distanza di circa due chilometri si incontra il villaggio di Platani, un chilometro più avanti, girando verso sinistra ci si dirige al famoso Asklepion di Kos.

Terzo itinerario: Kos – Zipari – Asfendio – Tigkaki. Lasciamo la città da ovest. Ci lasciamo alle spalle la deviazione che conduce ad Asklepion e continuiamo diritto. Dopo 10 chilometri la via conduce all’insediamento di Zipari, creato dagli abitanti di Asfendio. Una parte della via gira verso sud e da Zipari sale sulla collina dverso il monte Daikos. Dopo circa tre chilometri si incontra il villaggio di Asfendio uno dei villaggi più pittoreschi dell’isola. Alla regione di Asfendio appartengono gli stabilimenti balneari di Tingaki sul mare. Per raggiungere Tingaki si prende la strada che esce da Zipari verso nord ovest.

Quarto itinerario: Zipari – Livopotis – Marmari – Puli. Il quarto itinerario comincia da Zipari e si distende lungo l’arteria centrale dell’isola verso Livoporti. Da Livoporti si può deviare sia a destra che a sinistra, verso sinistra la fertile valle di Pyli. Verso destra invece si raggiunge Marmari, un luogo meraviglioso ed amato, sia dai turisti che dagli abitanti di Kos.

Quinto itinerario: Livopotis – Antimachia – Kardamaina – Mastichari. Il quinto itinerario comincia da Livoporti, e segue l’arteria centrale fino ad Antimachia. Da Antimachia ci si può recare al pittoresco villaggio di Kardamena e Mastichari, con le loro belle spiagge.

Sesto itinerario: Antimachia – Agios Stefanos – Kefalos – monastero di Agiou Ioanni.

Il Castello di Kos

lunedì, 22 dicembre 2008

Il castello dei cavalieri dell’Ordine di San Giovanni è situato all’entrata del porto di Kos. Il terreno su cui posa in origine era una vera e propria isola separata, collegata con la terraferma dell’isola di Kos da un piccolo ponte, che ancora oggi si può vedere, che corrisponde al ponte sito in via Phoinikon, il viale delle palme.

Il castello presenta due recinti difensivi concentrici. Quello interno ha quattro torri circolari agli angoli; la torre di sud-est fa parte è compresa anche nel recinto esterno, è quello più grande dei due, che presenta massicci bastioni agli angoli, merli e feritoie. I due ordini di mura sono separati da un grande fossato e comunicano con un ponte levatoio. Il castello fu costruito utilizzando pietra trovata sull’isola, mentre per alcune parti delle costruzioni più antiche (colonne, architravi, basamenti ecc.)sono stati usati materiali recuperati dalle rovine dell’antica città. Sulle parti superiori di queste costruzioni si possono osservare molti stemmi e blasoni dei vari cavalieri che si sono succeduti nel castello. Sopra l’ingresso principale si trova un fregio di epoca ellenistica, con maschere e ghirlande.

Sul soffitto di uno degli ingressi, (il cancello centrale, conosciuto come il cancello di Carmadino)si trovano alcune colonne di basalto inclinate, che probabilmente provengono dalla basilica cristiana di Limenos.

Dalle descrizioni tramandateci dai visitatori, sappiamo che il recinto interno venne costruito un po’ prima della fine del quattordicesimo secolo, in un periodo in cui le incursioni dei turchi contro la città, condotti in particolare dal sultano Bayazit, stavano diventando sempre più frequenti.

La più vecchia parte del castello che oggi resta visibile è la torre circolare a sinistra del ponte levatoio, sulla quale si possono osservare due antichi stemmi nobiliari di due Grandi Maestri dell’epoca dei Cavalieri: De Lastic (1437 – 1454) e De Milly (1454 – 1461).

La cinta muraria esterna si trova appena dietro quella interna, e la sua costruzione è cominciata nel 1495 ad opera del Gran Maestro D’ Aubusson, è stata continuata da D’ Amboise e completata da Del Carretto nel 1514.

Sul lato a nord, fra le due cinte murarie, vi era in origine un magazzino, fatto costruire dai Cavalieri. Questa parte è stata restaurata dagli italiani durante il periodo tra le due guerre mondiali, ed ogi è adibito a museo, in cui sono esposti altari, sculture ed iscrizioni che provengono dai ritrovamenti fatti nell’area del castello.

nightlife a Kos

venerdì, 12 dicembre 2008

Le acque scintillanti del mare Egeo, di un intenso blu lentamente quando il giorno finisce si colorano di argento ed il sole lascia spazio alla sorella minore, la luna (Celine). Negozi, caffè, cocktail bar, ristoranti e taverne cominciano ad illuminare la sera con le loro luci e colori.

L’odore della brezza fredda delle sere d’estate riempie i polmoni preludio all’atmosfera misteriosa delle notti di Kos, resa ancor più preziosa dal sentore di gelsomino che pervade l’aria.

Fatevi un giro su porto, dove le barche sono ormeggiate in lunghe file ed illuminate piacevolmente, vi troverete una lunga fila di bar, di ristoranti e di taverne, tra cui potrete scegliere quella che più vi aggrada. Alkl’imbocco del porto una lunga fila di pannelli, esposti dai proprietari delle barche, vi invitano a scorrere immagini programmi ed offerte per le le escursioni previste per il giorno dopo.

Nell’area portuale ci sono molti caffè pittoreschi, ideali per fermarsi a prendere l’aperitivo od un cocktail in compagnia degli amici. Se siete fuori dalla città recatevi sulla spiaggia o sul lungomare, è pieno di locali allineati uno in fila all’altro, ed alcuni vi possono regalare un’esperienza indimenticabile: un buon aperitivo mentre contemplate il tramonto sul mare. Se vi è venuta fame ecco il momento di provare i vari ristoranti con terrazza all’aperto che si alternano ai bar ed ai caffè.

Dopo cena, se volete continuare la serata, Kos offre parecchie opportunità di divertimento, anche per quelli che vogliono restare in piedi fino all’alba del giorno successivo. L’offerta di locali a Kos è enorme. Street Bar è la meta per chi vuole trovare il posto giusto, discoteche e club e pub con diverse scelte musicali, dalla musica pop greca e quella tradizionale, compresa la rebetica e la laika, alle ultime tendenze della disco internazionale, al revival ’70 -’80, al rock, al blues e persino il sofisticato jazz. A Kos le vie Diakon e Nafklirou sono le più frequentate e naturalmente, ci sono parecchi locali notturni anche fuori della città di Kos e molti dei resort hanno i loro propri locali per i loro ospiti e per il pubblico di fuori.

Anche Kardamena, sebbene in tono minore, gode di un’ottima reputazione per quanto riguarda la vita notturna, soprattutto sul lungomare dove è possibile fare festa tutta la notte fino all’alba.

mounumenti a Kos

mercoledì, 10 dicembre 2008

Il platano di Ippocrate. Proprio davanti ad uno degli ingressi del castello dei Cavalieri, si erge un imponente ed enorme platano. Questo albero, perenne, “il platano di Ippocrate” come viene chiamato dagli abitanti di Kos ha un perimetro di più di 10 metri.

E’ naturale che la vita di quest’albero sia legata a parecchi miti e leggende in cui realtà e fantasia si mescolano spesso e volentieri. Sembra che questo fosse il luogo in cui Ippocrate insegnava ai suoi allievi, e che sotto quest’albero abbia predicato San Paolo, nel primo secolo

i bastioni del Castello di Kos

i bastioni del Castello di Kos

Dopo Cristo. Anche se non sono ipotesi confermate, l’albero comunque è più che millenario.

Le basiliche dei primi cristiani, davanti alla Spiaggia di Agios Stefanos, nella baia di Kefalos, a 40 chilometri circa dal capoluogo Kos, datano quarto quinto secolo DC, con aggiunte più recenti. Quella verso sud è una basilica a tre navate, con due file di colonne, un arco semicircolare ad est ed un nartece (l’atrio delle prime basiliche cristiane) rettangolare ad ovest. La navata laterale centrale era ricoperta ai lati da una parete di marmo, l’unica parte conservatasi fino ad oggi. Il nartece ha due entrate, ed una grande scala conduce all’atrio vero e proprio. Ci sono altre costruzioni conservatesi nel tempo sul lato sud della chiesa, una, leggermente curva, potrebbe essere stata la sacrestia. Tutti i pavimenti della chiesa sono coperti di bei mosaici, mentre alcune decorazioni scolpite restano sulle pareti di marmo rimaste in piedi. La basilica situata a nord è anch’essa a tre navate ma più piccola. La caratteristica di questa basilica sono le colonne alternate a pilastri che dividono le tre navate. Anche qui troviamo l’arco semicircolare ad est, dove si vede ancora una parte dell’altare di marmo. Il luogo è stato riportato alla luce grazie agli scavi compiuti dagli italiani negli anni ’30. Attualmente vengono fatti lavori di restauro e di conservazione dei pavimenti mosaicati. D’estate sul posto vengono organizzati spettacoli culturali, concerti e teatro soprattutto.

La chiesa di Agios Ioannis Prodromos (San Govanni Battista), spesso chiamata “Epta Vimata„ (“i sette punti/conchs “) è dedicata al santo ed è situata a sud della città di Kos, all’interno del cimitero della città. La visita all’antica chiesa, fra gli alti e verdi alberi di cipresso è molto piacevole ed il luogo è ideale per scattare foto.

Il castello di Neratzia, o castello di Kos è situato all’entrata del porto di Kos. Il luogo, in passato era un piccolo isolotto, collegato all’isola di Kos da un ponticello.

Il materiale utilizzato nella costruzione è la pietra locale e parecchie parti architettoniche delle costruzioni antiche che si trovavano sull’isola. Un grande fregio del periodo ellenistico si trova intarsiato davanti all’ingresso centrale, mentre alcune colonne di basalto disposte in obliquo sopra gli ingressi probabilmente provengono dalla basilica cristiana che si trova davanti al porto.

Si possono ammirare parecchi blasoni medioevali dei cavalieri che hanno dominato l’isola. A sinistra, dopo aver percorso il ponte, c’è la più antica costruzione conservata nel castello. È una torretta circolare decorata con i blasoni dei Grandi Maestri del quindicesimo secolo. L’antica costruzione dei cavalieri nella parte settentrionale, restaurata durante il periodo della dominazione italiana di Kos (1912-1947), attualmente è usata come museo architettonico di Kos ed ospita una mostra di sculture, altari, iscrizioni e pezzi di architettura trovati nella zona.

La sinagoga. A Kos la comunità ebraica era molto numerosa, sebbene abbia patito diverse persecuzioni, come nel periodo del dominio dei Cavalieri di San Giovanni che l’hanno dispersa. Caduta nelle mani degli ottomani, l’isola ha visto il ritorno degli ebrei che si sono impiegati soprattutto nel commercio e nel traffico di merci. Durante la seconda guerra mondiale la comunità è stata nuovamente distrutta ad opera dei nazisti, che hanno deportato tutti gli ebrei nei campi di concentramento tedeschi. Attualmente la sinagoga è utilizzata per eventi culturali.

L’altare di Dioniso, situato a breve distanza dall’agorà e dal porto della città di Kos, è un bell’esempio di altare del periodo ellenistico. La parte conservata è del secondo secolo Avanti Cristo, periodo in cui Kos era particolarmente fiorente, vista la quantità di monumenti dell’epoca che sono rimasti.

L’Odeon di Kos comprende lo spazio a sud delle antiche rovine, ad ovest della Casa Romana che è stata restaurata, vicino all’antico teatro. Le iscrizioni che si trovano sul luogo indicano che la parte che oggi si vede è stata costruita sopra costruzioni ancora più antiche, probabilmente edifici pubblici. E’ orientato da nord a sud, con il “koilon” ovvero il posto dove siedono gli spettatori a sud e la scena e lo spazio per l’orchestra a nord. La parte degli spalti, il “kolion” è costruito su colonne che reggono degli elementi curvi. Al di sotto due gallerie semi- circolari, e molte piccole stanze, probabilmente laboratori e camerini degli artisti. La costruzione, datata primo e secondo secolo dopo cristo, serviva come area per spettacoli musicali e per le riunioni della Gerousia, una delle forme di autorità locali. La scoperta ed il resauro del luogo sono stati eseguiti dagli italiani negli anni ’30.

Asklepieion è il monumento antico più noto dell’isola. Situato a 3.5 chilometri alla città di Kos. Il monumento è costruito sul pendio di una collina che sovrasta la zona, con un’eccellente vista sul mare se sul litorale dell’Asia Minore in faccia all’isola.

L’antica Agorà di Kos, si trova dopo il porto di Kos, sull’estremo est dell’isola. Dopo che la città di Kos era diventata, nel 366 Avanti Cristo il centro amministrativo dell’isola, erano stati costruiti, nella zona dell’antica agorà e del porto, parechi edifici pubblici e luoghi sacri. Tuttal a zona è stata riportata alla luce grazie al lavoro degli archeologi italiani che hanno operato lì nel periodo tra le due guerre. Dopo la fine della seconda guerra mondiale i lavori sono continuati ad opera dello stato greco. La costruzione più importante tornata alla luce è quella che presenta gallerie sui tre lati, a nod, ad est ed a ovest, che formano una sorta di atrio. La parte nord è collegata alle mura della città, mentre le due gallerie laterali comprendevano magazzini e ed attività commerciali. Il tutto si presume fosse lungo circa 300 metri. Ad oriente dell’agorà sono stati rinvenuti alcuni blocchi di case dell’antica città, dividi da vie larghe dai 4 ai 6 metri. Nei blocchi di case sono stati trovati diversi reperti archeologici ed oggetti dell’epoca, che ora sono esposti al museo Archeologico di Kos.

Mangiare a Kos

lunedì, 8 dicembre 2008

Una preoccupazione importante di chiunque vada in vacanza è il tipo di cibo che potrà trovare.

Chi viene a Kos non ha bisogno di preoccuparsi granchè.

Sull’isola di Kos infatti ci sono tutti i tipi di ristoranti, taverne pizzerie e cos’altro serve per soddisfare il gusto di tutti. Per quanto riguarda le offerte in fatto di cucina internazionale potete trovare veramente di tutto: dalle gustose e conosciute specialità della cucina italiana, ai gusti agrodolci e leggermente piccanti della cucina cinese, dalla cucina speziata e profumata di provenienza indiana ai peperoncini rossi piccanti che accompagnano i burritos messicani. Non mancano tutte le specialità del fast food, dagli hamburger e kebab ai locali ed appetitosi gyros e souvlaki.

Per quanto sarebbe opportuno approfittare del fatto che siete in Grecia per gustare la cucina tipica locale. Avventuratevi quindi alla ricerca di ristorantini e taverne greche. Di solito il modello di taverna greca è a conduzione famigliare, e la proposta di menù è molto tradizionale. Per legge tutte le taverne dovrebbero esporre il menù, ma in molti casi questo è facoltativo. Anzi, sovente quelle che non espongono enormi cartelli in quattro lingue con incredibili offerte a buon mercato di menù degustazione sono proprio quelle in cui potete trovare la migliore qualità e freschezza. Non abbiate paura di non farvi comprendere perchè i ristoratori di Kos sono abituati ad avere a che fare con un pubblico internazionale, e sarà facile parlare in inglese, se non addirittura direttamente in italiano. (non dimenticate che l’isola è stata parte del regno d’Italia) fino al 1945, e che molti anziani hanno frequentato le scuole italiane). Fidatevi anche dei vostri occhi, se vedete tanti greci mangiare in una taverna, quello è il posto giusto in cui sedersi.

Oltre alla tradizionale offerta di moussaka, pasticio ed altre immancabili specialità sul menù non esitate comunque a chiedere se c’è qualcosa di appena fatto, un piatto del giorno di carne o pesce, avrete l’opportunità in questo modo di garantirvi un pranzo veramente fresco. In effetti nessun greco chiede mai un menu in una taverna, piuttosto dice “cosa c’è di buono oggi?”. E non vi stupite se gusterete un piatto che sembrerà proprio cucinato a casa. Per innaffiare degnamente il pasto non mancate di provare i vini locali, bianche e rossi, oppure chiedete retsina, rimarrete soddisfatti e sazi.

Al porto di Kos potete trovare una serie di locali proprio a ridosso del porto, forniti direttamente dai pescatori locali. Anche nelle altre località dell’isola ci sono buone proposte in fatto di cibo, per esempio il porticciolo di pescatori di Mastichari e conosciuto per il pesce freschissimo che si gusta nelle numerose taverne.

Il Museo Archeologico di Kos

sabato, 6 dicembre 2008

Il Museo Archeologico di Kos si trova in una bella costruzione costruzione a due piani con tre ingressi sovrastati da archi. Al pianterreno si trovano molte sculture provenienti dagli scavi eseguiti dagli italiani sull’isola di Kos dopo il tremendo terremoto che distrusse molti edifici sull’isola nel 1933.

i bastioni del Castello di Kos

i bastioni del Castello di Kos

Le sculture occupano tre stanze che circondano l’atrio, in mezzo al quale è esposto un magnifico mosaico che rappresenta l’arrivo di Esculapio, il dio della medicina, sull’isola. Il primo piano è riservato ai vasi antichi, ma per il momento non è aperto al pubblico. Alcuni del mosaici esposti nel museo provengono da Rodi, e si trovano a Kos perchè gli italiani, che negli anni ’30 stavano restaurando il castello dei Cavalieri, li avevano trasportati a Kos per usarli come decorazioni del castello restaurato. Vari dei marciapiedi di mosaico, che dovrebbero essere visualizzati nel museo realmente sono trovati a Rodi, come italiani, negli anni 30 tardi li avévano trasportati là per decorare il palazzo famoso di grande padrone, che allora stava ristabilendo. I

Le collezioni più importanti del museo sono le seguenti:

1. La serie di terracotte preistoriche, e di oggetti metallici di uso giornaliero dell’età del bronzo (ventesimo dodicesimo secolo Avanti Cristo) ritrovati sulle colline di Serayia, nell’insediamento neolitico della caverna di Aspri Petra ( la pietra bianca) ed in altri siti archeologici. Questa collezione però non è aperta al pubblico.

2. La grande collezione di terrecotte del periodo “geometrico” a quello ellenistico, anch’essa chiusa al pubblico.

La collezione di sculture sia di uomini che di donne, del periodo ellenistico – romano, la maggior parte delle quali provengono da scavi eseguiti nella città di Kos (l’Odeon romano), da Pyli (il santuario di Demetra), e da altri luoghi dell’isola.

Le più importanti ed interessanti tra le sculture esposte sono:

Ippocrate: la statua di un uomo barbuto, che porta un abito, datata quarto secolo Avanti Cristo trovata durante gli scavi all’Odeon. La curiosità è che furono gli operai che lo scoprirono a dargli chiamarla Ippocrate.

Tre statue, due donne e un uomo barbuto, datate quarto-terzo secolo AC. Si pensa che le donne rappresentino la dea Demetra e sua figlia Persefone (Kore), mentre l’uomo sarebbe Pluto. Le iscrizioni sulla base indicano che le statue erano offerte votive di sacerdotesse ed altri individui di un piccolo santuario rurale.

Un bassorilievo di una tomba del terzo secolo AC, che rappresenta un giovane atleta eretto, che porta un indumento e che tiene una corona in segno di vittoria. Alcune lettere, “ΔΑΙΔ…„, intagliato sulla sua cassa, potrebbero indicare il suo nome. La statua è stata trovata alla zona del teatro romano.

Alcune statue di donne, del periodo Ellenistico (terzo – secondo secolo AC), che portano un indumento tipico di Kos.

Un “trapezophoron” (supporto di una tavola) del periodo ellenistico (secondo secolo AC), che è in effetti una copia di un originale più vecchio. E’ decorato con un bassorilievo che rappresenta Marsyas, in attesa di essere punito da Apollo.

Una pavimentazione di mosaico trovata nella casa romana restaurata, del periodo ellenistico, che rappresenta una scena di vita marina; un altra pavimentazione invece rappresenta l’arrivo di Esculapio a Kos ricevuto da Ippocrate. E’ datato terzo secolo Dopo Cristo.

Il mosaico di Hermes (secondo secolo DC) proveniente dalla casa del mosaico di Europa. Rappresenta il dio Hermes che si siede su una roccia vestito, e che tiene con se i segni del suo potere.

Un gruppo molto bello con Dioniso, Pan ed un Satiro che provengono dallo stesso luogo. Il gruppo rappresenta il dio Dioniso ubriaco, sostenuto dal Satiro, mentre Pan suona il flauto. Un piccolo eros ed una pantera siedono ai piedi di Dioniso.

Per concludere, c’è la statua senza testa di Esculapio, che tiene in mano un bastone con intrecciato intorno un serpente (un tipico simbolo del dio), insieme con Telesforo, il dio della guarigione, che siede ai suoi piedi. La statua è datata secondo secolo DC e proviene dalla stessa casa del mosaico di Europa.

Shopping a Kos

giovedì, 4 dicembre 2008

Se volete fare un po’ di acquisti a Kos, potrete trovare mescolati con gusto sia i prodotti tradizionali che le ultime novità in fatto di moda e tecnologia. La Grecia in generale è poco costosa per l’acquisto di determinati prodotti rispetto alla maggior parte degli altri paesi europei, ed in più Kos ha il vantaggio di avere, come le altre isole del Dodecanneso un’imposta IVA più bassa che nel resto della Grecia.

Ciò fa si che Kos sia un buon affare per chi vuole fare un po’ di shopping, soprattutto per alcune merci di importazione.

il mercato di Kos

il mercato di Kos

Per quanto riguarda i prodotti locali, provate il formaggio rosso locale (tyri tis possas), un formaggio fatto stagionare con cura nel vino rosso e dei dolci di pomodoro (tomataki glyko), squisiti. La kanelada è una bevanda dolce e rinfrescante fatta di cannella che si può trovare soprattutto nella città vecchia e nel villaggio di Zia.

Oltre alle specialità culinarie, tra cui non possono mancare bottiglie di vino locale, e il prezioso olio di oliva (due ottimi acquisti da portare con se in ricordo della vacanza o come originale ed appetitoso regalo per chi vi aspetta al vostro ritorno), ci sono tutta una serie di altre merci che si possono trovare in grande profusione a Kos. Non mancano alcuni prodotti dell’artigianato locale, ceramiche dipinte e fatte a mano, gioielli e monili (alcuni realizzati con l’ossidiana che viene estratta direttamente sull’isola), prodotti della lavorazione del cuoio e tessuti, riproduzioni di opere d’arte antiche. Se trovate un oggetto di antiquariato sinceratevi bene sulla possibilità di poterlo esportare fuori dalla Grecia, le leggi sono severissime al riguardo.

Per chi non riesce a resistere nemmeno in vacanza ad acquistare le ultime novità in fatto di moda internazionale a Kos non avrà di che lamentarsi. Tutte le più grandi marche di abbigliamento conosciute hanno almeno una boutique od un distributore sull’isola, e se arriverete nel periodo di agosto potrete anche approfittare della stagione dei saldi che parte proprio in quel periodo. Non avrete problemi a pagare con la carta di credito, perchè sono praticamente tutte accettate, e sull’isola non mancano gli erogatori automatici di banconote.

Chiaramente la maggior parte dello shopping si concentra nella città vecchia di Kos, dove i negozi di specialità locali, quelli di alta moda e quelli di souvenirs si alternano in gran numero nel labirinto dei vicoli.

Kefalos Kos

martedì, 2 dicembre 2008

Benvenuti a Kefalos!

Se siete particolarmente portati per trascorrere le vacanze in pace e tranquillità, lontani dalla confusione e dall’estrema vivacità delle località più mondane, ma, nello stesso tempo, non volete che vi manchi un po’ di socialità, allora Kefalos è il posto giusto per voi.

panorama-kos

panorama-kos

Il villaggio di Kefalos si trova nelle parte ovest dell’isola di Kos, a 15 chilometri circa dall’aeroporto internazionale ed a 42 chilometri dal capoluogo dell’isola. E’ un villaggio molto pittoresco, che si affaccia sulla baia di Kamari. Di fronte, l’isolotto di san Nicola (Kastri).

Oltre a girovagare pigramente per il paese, potete approfittarne per visitare un po’ di monumenti:

La basilica di Santo Stefano, il monastero di San Giovanni Teologo, le antiche rovine di Astipalea, l’antica capitale dell’isola e la caverna Petri di Aspri.

A Kefalos si svolge ogni anno un evento al quale non si dovrebbe rinunciare, il Festival Dell’Ouzo, un tributo ed una testimonianza a quello che è una delle bevande alcoliche più conosciute della Grecia, l’aperitivo greco per eccellenza. Se decidete di passare un po’ delle vostre ferie in questa località, avrete numerose possibilità di sistemazione, dagli hotel agli appartamenti con spazio cucina, l’ideale se non avete voglia di passare tutte le serate a cena fuori. Ristoranti e taverne comunque sono numerosi ed alcuni veramente eccellenti in fatto di qualità e bontà del cibo. Nei porticcioli dei pescatori di Kamari e Limiona per esempio potrete gustare il pesce fresco che arriva tutti i giorni direttamente dal mare circostante.

Nei dintorni di Kefalos ci sono numerose altre spiagge in cui recarsi, tra queste, per gli amanti del surfing, la più conosciuta è Agios Theologos, altrettanto famosa e bella è Mikro Limanaki. Tutte le spiagge sono fornite delle abituali comodità, sedie sdraio ed ombrelloni, a pagamento, ma a dei prezzi decisamente onesti ed abbordabili. Per chi ama le immersioni il mare è fantastico, ci sono un’infinità di specie di pesci da osservare, ed i fondali sono ricchi di attrattive.

E non dimenticatevi che si possono organizzare gite ed escursioni alle altre isole vicine, Nissyros, Kalymnos, Leros, Pserimos, Patmos per citarne alcune.

Il periodo ideale per una vacanza, per chi può permettesi di sceglierlo, è comunque alla fine dell’alta stagione, quando il grande flusso dei turisti comincia a ridursi, da metà settembre fino a tutto ottobre, l’acqua rimane calda, grazie al gran sole di luglio ed agosto, ed il sole splende caldo e magnifico fino almeno alla metà di novembre, quando inizia il periodo delle piogge.