Archivi per la categoria ‘isola di Kos’

Thermes

sabato, 19 dicembre 2009

La spiaggia di Thermes si trova a circa dieci chilometri a sud del capoluogo dell’isola, Kos Town, ed a due chilometri ad ovest della bella spiaggia di Agios Fokas.

La spiaggia e il tipico risultato di un’antica attività vulcanica, come evidenzia la natura dei piccoli ciottoli scuri di cui è composta. Il suo nome deriva dall’antico greco “thermes” che significa caldo, ed in effetti questa località è particolarmente famosa non tanto per la bellezza della spiaggia o del litorale, perchè se ne possono trovare certamente di più affascinanti, quanto piuttosto dal fatto che qui, scoperte nel 1934 dall’archeologo italiano Laurenzi, si possono trovare delle sorgenti di acqua calda che sgorgano direttamente dal mare.

La temperatura dell’acqua in alcuni punti, là dove dal profondo risale l’acqua sorgiva che proviene tra mille bolle dal fondo del mare può raggiungere i 40 45 gradi.

Le proprietà curative di queste acque sono famose, perchè contengono minerali in gran quantità, tra i quali calcio, sodio, magnesio, potassio e zolfo, utili per la cura di alcune patologie come i reumatismi e le artriti.

Tra le alte rocce che circondano la spiaggia, oltre al piacere delle acque curative si trovano sia bar che taverna, per uno spuntino od un pranzo, nonché la possibilità di affittare, per chi lo desidera, sdraio ed ombrelloni.

La spiaggia di Thermes è facilmente raggiungibile da Kos, sia utilizzando i numerosi mezzi pubblici disponibili, sia utilizzando per raggiungerla un mezzo, auto o moto, presi a noleggio nelle numerosi agenzie di nolo presenti nel capoluogo.

Pyli

martedì, 17 novembre 2009

Pyli si trova ad una quindicina di chilometri sudest da Kos, dove una volta si trovava l’antico villaggio di Peli, ed a meno di 5 chilometri dai complessi turistici di Marmari, di cui la cittadina, pota nell’entroterra si serve anche come scalo portuale.

Il panorama intorno alla cittadina è molto interessante e farà la gioia degli appassionati di panorami naturalistici, immerso com’è tra gli arbusti e le coltivazioni di ulivo.

Le case del paese circondano una bella piazza quadrangolare, il vero cuore pulsante della cittadina, dove si possono trovare i bar, le taverne, ed i palazzi tradizionalmente costruiti con pietra locale.

Nel paese si può ammirare una bella fontana con acqua fresca ed un monumento funerario costituito da 12 cripte identiche disposte a semicerchio, risdalenti al periodo ellenistico, dove la tradizione vuole che sia stato sepolto un eroe locale, Charmylos.

A due chilometri dalla città un bacino idrico artificiale che fornisce di acqua i territori circostanti, ed ancora qualche chilometro più avanti le rovine dell’antica città di Pyli, un insediamento oggi abbandonato. Qui si ergeva l’antica città sovrastata dal castello bizantino che dominava sull’intera area circostante, abitato anche dai cavalieri dell’Ordine di San Giovanni durante il loro secolare dominio sulle isole del Dodecanneso. Dalla cima dell’antico insediamento, un po’ duro da raggingere ma ne vale la pena, si gode di una vista spettacolare che spazia fino a Marmari, le isole di Pserimos e Kalymnos e, all’orizzonte, la Turchia. Nell’antica città di Pyli potrete inoltre visitare la bella chiesa di Ypapanti, che conserva alcuni pregevoli affreschi.

Isola di Pserimos

domenica, 13 settembre 2009

L’isolotto di Pserimos è una delle mete imperdibili di una vacanza nel bellissimo arcipelago del Dodecanneso ed a Kos, da cui dista poche miglia natiche, percorribili in non più di un’ora di barca.

L’isolotto è abitato da un centinaio di persone, le cui attività economiche principali sono legate ala pesca, ad un po’ di agricoltura e. durante la lunga stagione estiva anche al turismo, perchè accolgono qui sull’isola le centinaia di persone che vi approdano provenienti da Kos, da Kalimnos o da Rodi.

E’ il luogo ideale per coloro che sono alla ricerca di spiagge da sogno ma che non gradiscono il sovraffollamento delle spiagge di Kos, soprattutto durante il periodo di maggior afflusso in alta stagione.

Le spiagge sono bellissime, lunghe distese di candida sabbia dorata su un mare di un azzurro incantevole, e potrete trovare le stesse comodità che vi offrono le spiagge più affollate delle isole circostanti.

Piacevoli sono le camminate, in escursione all’interno dell’isola, per ammirare la natura incontaminata ed i paesaggi di incredibile bellezza. Per chi fosse intenzionato, una volta visitata ed innamoratosene, a rimanere più di un giorno si possono trovare delle stanze in affitto dove trascorrere qualche tempo in assoluta pace e tranquillità, supportata inoltre dalle splendide taverne, genuini locali dove ancora si fa la cucina tradizionale, imperdibili per chi vuol farsi un bel pranzetto o o una cenetta a base di pesce fresco.

Raggiungere l’isola di Pserimos è facile, da Kos ci sono collegamenti giornalieri ed anche un piccolo ferry-boat.

La spiaggia di Agios Theologos

mercoledì, 19 agosto 2009

La spiaggia di Agios Theologos si trova a circa 47 chilometri dalla città capoluogo in direzione sudest nell’aspra costa che contraddistingue questo litorale costiero.

Tra le spiagge dell’isola è certamente la più lontana e remota, anche se non è per niente difficile da raggiungere, ed è il luogo ideale per chi è alla ricerca di una località più appartata rispetto alle altre spiagge decisamente più affollate.

La costa è rocciosa, e le spiagge si aprono all’improvviso in splendide calette, che oltre ad essere una gioia per gli amanti delle nuotate e degli splendidi fondali marini ma assolutamente da non perdere se si è appassionati di windsurf, per i venti costanti che la accarezzano, ed è una località ideale soprattutto per i principianti, che qui possono imparare le tecniche del windsurf in tutta sicurezza.

Per raggiungere le spiagge si devono percorrere sentieri e strade scarsamente battute, ma una volta giunti sul luogo potreste trovare la bella sorpresa di una bella taverna alle spalle della spiaggetta, e la scarsa popolazione presente vi permetterà anche di fare un po’ di nudismo, per una bella tintarella integrale.

Sulla costa rocciosa potete vedere la chiesetta di Agios Ioannis Theologos, che viene celebrato il 29 di agosto, se siete a Kos in quel periodo non perdetevi la festa locale in suo onore. Nelle vicinanze il villaggio di Kefalos, dove si possono visitare interessanti rovine di un castello medievale, tradizionali mulini a vento e antiche chiesette. Kefalos potrebbe anche essere una buona alternativa al pernottamento nel capoluogo dell’isola, Kos Town, se siete alla ricerca di un po’ di tranquillità.

Meteo a Kos

venerdì, 12 giugno 2009

Il clima di Kos è quello tipico delle isole greche dell’area del Dodecanneso, e pienamente mediterraneo, ovvero caratterizzato da estati calde ed asciutte e da autunno ed inverno piovosi ma mai con temperature più basse dello 0°.

L’isola è grande, ma non a sufficienza per presentare zone dove l’influsso del mare non arrivi, e quindi, a parte quando soffiano i forti venti freddi del nord, anche l’inverno generalmente risulta tiepido.

Anche per quanto riguarda l’estate, la sua posizione geografica potrebbe far pensare ad un clima torrido ed insopportabile, ma invece la presenza costante delle brezze marine, i venti periodici come il Meltemi anche durante la stagione calda soffiano da nord e stemperano un po’ le temperature più elevate.

Il mare è piacevolmente caldo dalla metà di aprile, sebbene in quel periodo le acque siano ancora frescoline e, se non è proprio una giornata calda, qualche brivido di freddo lo si prova. Invece per l’autunno la sorpresa di acque calde e gradevoli per tuffi e nuotate continua fino ai primi di dicembre, perchè il mare durante la stagione calda ha accumulato molto calore che rilascia gradatamente man mano che diminuiscono le temperature.

In bassa stagione invece, a partire dal tardo autunno, novembre – dicembre, inizia la stagione brutta, contrassegnata dai forti venti gelidi e da piogge costanti che possono continuare ininterrotte anche per molti giorni, dando all’isola l’aria melanconica delle località marine in inverno. Le piogge comunque rappresentano una notevole risorsa idrica per l’isola, e contribuiscono a renderla verdeggiante e florida nella stagione primaverile.

L’isolotto di Gyali

domenica, 17 maggio 2009

A metà strada tra l’isola della greciaKos” e Nysiros, l’isola vulcanica che ancora oggi presenta evidenti tracce di attività, e che è altrettanto interessate da visitare in escursione per le sue splendide vallate fertili, il vulcano e gli antichi villaggi, si trova l’isolotto di Gyali.

E’ appena uno scoglio, le sue dimensioni sono alquanto ridotte, ma rappresenta una bellissima meta per un’escursione giornaliera, visto che presenta un panorama assolutamente suggestivo e soprattutto molto singolare.

Non è così semplice raggiungerla, visto che ci sono alcune cose da fare in precedenza, come noleggiare una barca e soprattutto ottenere un permesso dall’agenzia mineraria che opera sull’isola, ma se ve la sentite di svolgere queste formalità avrete l’occasione di visitare un luogo unico. Ricordatevi di portare con voi nell’escursione acqua e da mangiare, nonché, se ci andate nel periodo estivo, cappellini e protezioni per il sole.

Lo scoglio si è formato in seguito alle tante eruzioni vulcaniche avvenute nell’area, e ciò è reso evidente dalla sua struttura geologica, il terreno infatti è formato da pietra pomice, ossidiana e perlite, minerali preziosi venivano estratti sin dall’antichità, come testimoniano le tracce ritrovate sull’isola, della presenza dell’uomo sin dal Neolitico e dall’Età del Bronzo. Metà dell’isola è costituita di pietra pomice, mentre l’altra metà è costituita di ossidiana, da cui l’isola ha preso il nome: in greco “gyali” vuol dire vetro, l’aspetto appunto del minerale di origine vulcanica.

Ci sono due spiagge nell’istmo che collega le due parti dell’isola, formatesi a causa del deposito di sedimenti e, a parte i lavoratori della miniera, l’isola è completamente disabitata.

Agios Fokas

giovedì, 16 aprile 2009

La bella spiaggia di Agios Fokas si può trovare a poca distanza da uno dei resort più famosi dell’isola, ad 8 chilometri circa dal capoluogo di Kos verso sudest, ed a circa due chilometri da Thermes, una località rinomata per le sue sorgenti di acqua termale riconosciute per le loro proprietà terapeutiche.

questa spiaggia della grecia è incantevole, per alcuni tratti costituita da ciottoli e sabbia neri, nella restante parte di sabbia bianchissima.

Sulla spiaggia si possono trovare tutte le comodità per trascorrere la giornata all’insegna del relax e del piacere, dal noleggio di sdraio ed ombrelloni alla possibilità di praticare qualche sport acquatico, il windsurf innanzitutto, qui particolarmente piacevole per via della brezza che soffia costante.

Lungo la spiaggia poi, per godersi un piacevole break dopo ore di bagni e di sole sui possono trovare numerose “taverne” e bar, sia per un piccolo spuntino che per un vero e proprio pranzo, a base della saporita cucina locale.

Non è male indugiare sulla spiaggia fino a tardi, cioè fino al tramonto del sole, un’occasione da non perdere per la luce bellissima che si può ammirare ed i colori accesi del sole che scende sul mare, se siete appassionati di foto di paesaggi è il posto giusto per l’ampia vista che si gode sul mare circostante.

Agios Fokas potrebbe essere sia una meta di un’escursione giornaliera, se vi siete insediati a Kos, da cui potete raggiungere la spiaggia grazie al servizio di bus locali oppure noleggiando un auto od una moto o ancora, se avete voglia di fare un po’ di movimento, anche in bicicletta.

Escursioni da Kos: Bodrum

martedì, 30 dicembre 2008

Bodrum è una città turca portuale nella provincia di Muğla, nella regione egea a sud-ovest della Turchia. È situata sul litorale a sud della penisola di Bodrum, in un punto che controlla l’entrata nel golfo di Gökova proprio di fronte alla città di Kos. Oggi, è una delle mete più conosciute del turismo internazionale sia di amssa che esclusivo.

il porto e le mura del Castello di Kos

il porto e le mura del Castello di Kos

La città, nell’antichità si chiamava Alikarnassos di Caria. Una delle sette meraviglie del mondo antico, il Mausoleo di Mausolus si trovava qui. La cittadina ed il porto internazionale degli yacht sono sovrastati da un grande castello, uno di ultimi esempi dell’architettura dei crociati all’est, costruito da loro ed in seguito rimaneggiato ed ampliato dai Cavalieri di San Giovanni nel medioevo, quindicesimo secolo, all’interno del quale ci sono un museo di archeologia subacquea e degli spazi adibiti per manifestazioni culturali.

I primi coloni ad abitare la regione di Bodrum furono i Cari, seguiti dai Dori, provenienti dalla Grecia. Nel settimo secolo Avanti Cristo la cittadina sarà dominata dai persiani, sebbene nella sua storia godrà sempre di una relativa autonomia.

Bodrum diventerà parte dei possedimenti dei Cavalieri di San Giovanni, finchè, con la caduta di Rodi nel 1522 che obbligherà i cavalieri ad abbandonare l’area, Bodrum diventerà parte dell’Impero Ottomano.

Sul nome di Bodrum, che deriva dall’antico Petronium, c’è un conosciutissimo gioco di parole che lo trasforma in “Bedroom”. Ciò perchè la cittadina, dagli anni ’60 è diventata una delle mete più conosciute della costa turca, frequentata non solo da turisti stranieri, in particolare tedeschi ed inglesi, ma anche dal jet-set turco, e dai ricchi di Istambul che la scelgono come meta delle loro vacanze.

Ed in effetti a camminare nelle vie di Bodrum ci si sente come in qualunque altra località balneare e turistica, centinaia di locali alla moda e di pub in stile inglese, discoteche che irradiano la notte di raggi laser, ristoranti e fast food all’occidentale. Per respirare un po’ di vera Turchia occorre allontanarsi dalla zona del porto. Che comunque è decisamente da visitare soprattutto per ammirare le centinaia di caicchi ormeggiati, molto eleganti e pittoreschi, dei quali alcuni offrono un servizio bar – ristorante a bordo ed altri escursioni di uno o più giorni sia verso le coste turche che verso quelle greche. Non manca, alle spalle del porto, il tipico quartiere – bazar, in cui, tra il labirinto delle vie, sono esposte in abbondanza merci di ogni tipo.

Raggiungere Bodrum da Kos è molto facile, ogni giorno diversi aliscafi coprono il breve tratto di mare che divide le due città, ed in meno di un ora siete arrivati sulla costa turca. Ricordatevi di portare con voi i documenti di identità, perchè per entrare a Bodrum occorre passare la frontiera!

La natura a Kos: flora e fauna

venerdì, 26 dicembre 2008

La Grecia, con le sue 6000 specie di fiori occupa il secondo posto in Europa per varietà dopo la Spagna. Il terreno fertile ed il clima, nonché il territorio stesso, con il suo alternarsi di zone basse ed umide ed alture fresche è l’ideale perchè si sviluppino e crescano molte specie di fiori e piante selvatiche.

panorama-kos

panorama-kos

Generalmente, i migliori mesi per ammirare bellezza e varietà della flora dell’isola di Kos sono aprile maggio e giugno, prima che il forte sole di luglio ed agosto con le temperature elevate faccia inaridire tutto. Il 1° maggio, giorno dedicato alla festa dei lavoratori, gli abitanti di Kos raccolgono mazzi di fiori con cui intrecciano una ghirlanda da appendere alle porte delle case e sulla parte anteriore delle automobili. Erbe e fiori crescono in abbondanza sulle pendici del monte Dikeos, ove si può, aspirando l’aria gustare un concerto di profumi. Non è raro vedere gli isolani chini ai lati della strada per selezionare erbe e fiori che crescono spontanei, per usarli sia per le loro proprietà curative che per la cucina. I greci in generale preferiscono usare le erbe fresche, più fragranti di quelle fatte seccare.

Oltre all’abbondanza di erbe e fiori l’isola di Kos ospita molte foreste di pini, di cipressi e di altre specie di alberi, per non parlare del rigoglioso ed elegante ibisco che fiorisce in tutta l’isola e che ne è diventato il simbolo. Per quanto riguarda la fauna, sull’isola sono presenti alcune zone paludose, la distesa di acqua salmastra a Tingaki e la vera e propria palude di Psalidi. Entrambe queste zone rappresentano un ecosistema particolare, che è molto frequentato a molte specie di uccelli rari che si posno qui nel loro viaggio migratorio. In particolare si possono vedere esemplari del Grande Fenicottero (Ruber Phoenicopterus). Le zone suddette sono ben conosciute dai naturalisti e comprese nei maggiori programmi di protezione e salvaguardia dell’ambiente e della fauna.Oltre ai fenicotteri tantissime altre specie di uccelli migratori si fermano a Kos. Per esempio l’oriolo dorato (Oriolus Oriolus), l’Upupa Comune (Upopa Epops) ed il Gruccione (Merops superciliosus persicus), uno dei più begli uccelli dell’Asia Occidentale.

Primavera ed Autunno sono le stagioni più adatte per vedere questi uccelli. I litorali di Kos costituiscono un biotopo altrettanto importante per varie specie di tartaruga di mare che vivono sull’isola. La tartaruga più conosciuta, la Caretta Caretta è quella che ha la popolazione più numerosa. Depone le uova sul litorale nord dell’isola e, in particolar modo, sul litorale della salina di Tigaki, a Mastichari e su una spiaggia di Kefalos. Le rocciose coste a sud dell’isola servono da casa e da riparo alle foche mediterranee, in particolare la famosa Foca Monaca.

Escursioni da Kos: Nysiros

sabato, 20 dicembre 2008

Nisyros è la più giovane tra le aree vulcaniche presenti in Grecia, ed è, insieme con Methana, Milos e Santorini uno dei vulcani attivi ancora oggi. Le più antiche formazioni rocciose hanno 160 000 anni, mentre le più recenti hanno 15 000 anni e ricoprono l’intera isola.

La maggior parte del territorio di Nisyros è montagnoso, vulcanico e molto fertile. L’isola è composta di formazioni rocciose vulcaniche, con improvvisi alti e bassi formatisi durante le precedenti attività vulcaniche. Le varie formazioni rocciose, (basalto ecc.) sono state usate per la costruzione di vari edifici quali il Palaiokastro e la torre delle campana della chiesa di San Giovanni Teologo appena fuori del villaggio di Nikea. Le rocce sono coperte di depositi piroclastici (ovvero di materiale eruttivo) e di fango vulcanico.

E’ possibile che ci siano state due eruzioni circa 25000 anni fa. Nella zona orientale dell’isola, verso l’interno c’è una grande depressione, la cui parte più alta, verso occidente, costituisce la vetta più alta dell’isola. Il picco di San Giovanni si trova nella zona orientale ed è a circa 100 metri sul livello del mare. Nel 1956 sono state notate delle perture da cui fuoriusciva fumo, verso il lato ad occidente a sud di Rammos.

È possibile che il vulcano sia esploso nel 1442. Nel 1872, un’eruzione è stata accompagnata da terremoti, e fiammate. Cenere ed altri elementi eruttati dal vulcano hanno interessato la zona di Rammos. Durante l’eruzione del 1873 si è formato un cratere largo circa 6 – 7 metri che ha eruttato cenere e fango. La terra dei territori di Lakkoi e Rammos si sono allagate, la zona è diventata un lago di acqua calda e salata, eruttata dal cratere. La più recente eruzione violenta si è avuta nel 1888, per la quale si è formato un condotto di lava con un diametro di almeno 25 metri.

Il più grande cratere del vulcano, chiamato Polivotis, ha un diametro di 260 metri ed una profondità di 30m. Ci sono altri 5 crateri più giovani nella regione, il più grande dei quale è Stefanos con un diametro di 30 metri e con profondità analoga.

Il vulcano inoltre circonda una valle lunga 2 400 metri e larga 950 metri.

A circa 1,5 chilometri da Mandraki, il capoluogo dell’isola, si trova una sorgente di acqua calda, ricca di cloruro di sodio, che raggiunge la temperatura di 46 gradi. Sul luogo si trova uno stabilimento termale che accoglie i visitatori ed i clienti. Le vere e proprie sorgenti curative sono quelle che danno sul lato del mare. Lo stabilimento conta 65 stanze, ed è operativo a partire da giugno fino ad ottobre. C’è anche la sorgente di Thermianis, vicino alla piccola chiesa dedicata alla Vergine Maria, al confine nord del villaggio di Palos, che è conosciuta fin dall’antichità. Il contenuto di una targa, scoperta tra le rovine del grande corridoio dei bagni romani che erano operativi nella stessa zona, rafforza la credenza che il padre della medicina, Ippocrate, avesse scelto proprio questo luogo come centro fisioterapeutico e curativo.

Un centro terapeutico era operativo nella zona sin dal 1895 fino all’inizio degli anni 30.

Gli antichi stabilimenti sono tuttora in restauro, e non sono ancora operativi. La temperatura dell’acqua oggi si aggira sui 38 gradi, ma potrebbe salire ancora di 8 – 10 gradi se l’acqua verrà pompata. Una terza sorgente, molto nota, è quella della baia di Avlakios. Le acque venivano usate l’idroterapia prima che lo stabilimento fosse abbandonato. Oggi l’acqua calda ribolle per conto suo nel mare, e la temperatura raggiunge i 59 gradi.