Archivio di dicembre 2008

Escursioni da Kos: Bodrum

martedì, 30 dicembre 2008

Bodrum è una città turca portuale nella provincia di Muğla, nella regione egea a sud-ovest della Turchia. È situata sul litorale a sud della penisola di Bodrum, in un punto che controlla l’entrata nel golfo di Gökova proprio di fronte alla città di Kos. Oggi, è una delle mete più conosciute del turismo internazionale sia di amssa che esclusivo.

il porto e le mura del Castello di Kos

il porto e le mura del Castello di Kos

La città, nell’antichità si chiamava Alikarnassos di Caria. Una delle sette meraviglie del mondo antico, il Mausoleo di Mausolus si trovava qui. La cittadina ed il porto internazionale degli yacht sono sovrastati da un grande castello, uno di ultimi esempi dell’architettura dei crociati all’est, costruito da loro ed in seguito rimaneggiato ed ampliato dai Cavalieri di San Giovanni nel medioevo, quindicesimo secolo, all’interno del quale ci sono un museo di archeologia subacquea e degli spazi adibiti per manifestazioni culturali.

I primi coloni ad abitare la regione di Bodrum furono i Cari, seguiti dai Dori, provenienti dalla Grecia. Nel settimo secolo Avanti Cristo la cittadina sarà dominata dai persiani, sebbene nella sua storia godrà sempre di una relativa autonomia.

Bodrum diventerà parte dei possedimenti dei Cavalieri di San Giovanni, finchè, con la caduta di Rodi nel 1522 che obbligherà i cavalieri ad abbandonare l’area, Bodrum diventerà parte dell’Impero Ottomano.

Sul nome di Bodrum, che deriva dall’antico Petronium, c’è un conosciutissimo gioco di parole che lo trasforma in “Bedroom”. Ciò perchè la cittadina, dagli anni ’60 è diventata una delle mete più conosciute della costa turca, frequentata non solo da turisti stranieri, in particolare tedeschi ed inglesi, ma anche dal jet-set turco, e dai ricchi di Istambul che la scelgono come meta delle loro vacanze.

Ed in effetti a camminare nelle vie di Bodrum ci si sente come in qualunque altra località balneare e turistica, centinaia di locali alla moda e di pub in stile inglese, discoteche che irradiano la notte di raggi laser, ristoranti e fast food all’occidentale. Per respirare un po’ di vera Turchia occorre allontanarsi dalla zona del porto. Che comunque è decisamente da visitare soprattutto per ammirare le centinaia di caicchi ormeggiati, molto eleganti e pittoreschi, dei quali alcuni offrono un servizio bar – ristorante a bordo ed altri escursioni di uno o più giorni sia verso le coste turche che verso quelle greche. Non manca, alle spalle del porto, il tipico quartiere – bazar, in cui, tra il labirinto delle vie, sono esposte in abbondanza merci di ogni tipo.

Raggiungere Bodrum da Kos è molto facile, ogni giorno diversi aliscafi coprono il breve tratto di mare che divide le due città, ed in meno di un ora siete arrivati sulla costa turca. Ricordatevi di portare con voi i documenti di identità, perchè per entrare a Bodrum occorre passare la frontiera!

La natura a Kos: flora e fauna

venerdì, 26 dicembre 2008

La Grecia, con le sue 6000 specie di fiori occupa il secondo posto in Europa per varietà dopo la Spagna. Il terreno fertile ed il clima, nonché il territorio stesso, con il suo alternarsi di zone basse ed umide ed alture fresche è l’ideale perchè si sviluppino e crescano molte specie di fiori e piante selvatiche.

panorama-kos

panorama-kos

Generalmente, i migliori mesi per ammirare bellezza e varietà della flora dell’isola di Kos sono aprile maggio e giugno, prima che il forte sole di luglio ed agosto con le temperature elevate faccia inaridire tutto. Il 1° maggio, giorno dedicato alla festa dei lavoratori, gli abitanti di Kos raccolgono mazzi di fiori con cui intrecciano una ghirlanda da appendere alle porte delle case e sulla parte anteriore delle automobili. Erbe e fiori crescono in abbondanza sulle pendici del monte Dikeos, ove si può, aspirando l’aria gustare un concerto di profumi. Non è raro vedere gli isolani chini ai lati della strada per selezionare erbe e fiori che crescono spontanei, per usarli sia per le loro proprietà curative che per la cucina. I greci in generale preferiscono usare le erbe fresche, più fragranti di quelle fatte seccare.

Oltre all’abbondanza di erbe e fiori l’isola di Kos ospita molte foreste di pini, di cipressi e di altre specie di alberi, per non parlare del rigoglioso ed elegante ibisco che fiorisce in tutta l’isola e che ne è diventato il simbolo. Per quanto riguarda la fauna, sull’isola sono presenti alcune zone paludose, la distesa di acqua salmastra a Tingaki e la vera e propria palude di Psalidi. Entrambe queste zone rappresentano un ecosistema particolare, che è molto frequentato a molte specie di uccelli rari che si posno qui nel loro viaggio migratorio. In particolare si possono vedere esemplari del Grande Fenicottero (Ruber Phoenicopterus). Le zone suddette sono ben conosciute dai naturalisti e comprese nei maggiori programmi di protezione e salvaguardia dell’ambiente e della fauna.Oltre ai fenicotteri tantissime altre specie di uccelli migratori si fermano a Kos. Per esempio l’oriolo dorato (Oriolus Oriolus), l’Upupa Comune (Upopa Epops) ed il Gruccione (Merops superciliosus persicus), uno dei più begli uccelli dell’Asia Occidentale.

Primavera ed Autunno sono le stagioni più adatte per vedere questi uccelli. I litorali di Kos costituiscono un biotopo altrettanto importante per varie specie di tartaruga di mare che vivono sull’isola. La tartaruga più conosciuta, la Caretta Caretta è quella che ha la popolazione più numerosa. Depone le uova sul litorale nord dell’isola e, in particolar modo, sul litorale della salina di Tigaki, a Mastichari e su una spiaggia di Kefalos. Le rocciose coste a sud dell’isola servono da casa e da riparo alle foche mediterranee, in particolare la famosa Foca Monaca.

Itinerari sull’isola di Kos

mercoledì, 24 dicembre 2008

Ecco alcuni percorsi consigliati per percorrere in lungo ed in largo l’isola di Kos non perdendo neanche una delle sue incredibili e magiche attrattive:

Primo itinerario: Agios Fokas – Thermes. Il primo percorso attraversa la spiaggia ad ovest, passando per il capo Psalidi, verso Agios Fokas per finire a Thermes. Il capo di Agios Fokas è un tratto ripido di collina a 75 metri di altezza dal mare su cui va a terminare il gruppo di montagne dell’isola di Kos. Là, sin dall’antica epoca bizantina si trova la piccola chiesa di Agiou Foka. Al tredicesimo chilometro c’è Thermes una spiaggia attrezzata in cui potete trovare una fonte di acqua calda dalle proprietà terapeutiche.

Secondo itinerario: Kos – Platani – Asklepion. Questo itinerario può essere di notevole interesse per chi è interessato alla storia, perchè comprende il giro dell’area di Asklepion. Si percorre la via principale che termina fuori città in direzione sud ovest. Ad una distanza di circa due chilometri si incontra il villaggio di Platani, un chilometro più avanti, girando verso sinistra ci si dirige al famoso Asklepion di Kos.

Terzo itinerario: Kos – Zipari – Asfendio – Tigkaki. Lasciamo la città da ovest. Ci lasciamo alle spalle la deviazione che conduce ad Asklepion e continuiamo diritto. Dopo 10 chilometri la via conduce all’insediamento di Zipari, creato dagli abitanti di Asfendio. Una parte della via gira verso sud e da Zipari sale sulla collina dverso il monte Daikos. Dopo circa tre chilometri si incontra il villaggio di Asfendio uno dei villaggi più pittoreschi dell’isola. Alla regione di Asfendio appartengono gli stabilimenti balneari di Tingaki sul mare. Per raggiungere Tingaki si prende la strada che esce da Zipari verso nord ovest.

Quarto itinerario: Zipari – Livopotis – Marmari – Puli. Il quarto itinerario comincia da Zipari e si distende lungo l’arteria centrale dell’isola verso Livoporti. Da Livoporti si può deviare sia a destra che a sinistra, verso sinistra la fertile valle di Pyli. Verso destra invece si raggiunge Marmari, un luogo meraviglioso ed amato, sia dai turisti che dagli abitanti di Kos.

Quinto itinerario: Livopotis – Antimachia – Kardamaina – Mastichari. Il quinto itinerario comincia da Livoporti, e segue l’arteria centrale fino ad Antimachia. Da Antimachia ci si può recare al pittoresco villaggio di Kardamena e Mastichari, con le loro belle spiagge.

Sesto itinerario: Antimachia – Agios Stefanos – Kefalos – monastero di Agiou Ioanni.

Il Castello di Kos

lunedì, 22 dicembre 2008

Il castello dei cavalieri dell’Ordine di San Giovanni è situato all’entrata del porto di Kos. Il terreno su cui posa in origine era una vera e propria isola separata, collegata con la terraferma dell’isola di Kos da un piccolo ponte, che ancora oggi si può vedere, che corrisponde al ponte sito in via Phoinikon, il viale delle palme.

Il castello presenta due recinti difensivi concentrici. Quello interno ha quattro torri circolari agli angoli; la torre di sud-est fa parte è compresa anche nel recinto esterno, è quello più grande dei due, che presenta massicci bastioni agli angoli, merli e feritoie. I due ordini di mura sono separati da un grande fossato e comunicano con un ponte levatoio. Il castello fu costruito utilizzando pietra trovata sull’isola, mentre per alcune parti delle costruzioni più antiche (colonne, architravi, basamenti ecc.)sono stati usati materiali recuperati dalle rovine dell’antica città. Sulle parti superiori di queste costruzioni si possono osservare molti stemmi e blasoni dei vari cavalieri che si sono succeduti nel castello. Sopra l’ingresso principale si trova un fregio di epoca ellenistica, con maschere e ghirlande.

Sul soffitto di uno degli ingressi, (il cancello centrale, conosciuto come il cancello di Carmadino)si trovano alcune colonne di basalto inclinate, che probabilmente provengono dalla basilica cristiana di Limenos.

Dalle descrizioni tramandateci dai visitatori, sappiamo che il recinto interno venne costruito un po’ prima della fine del quattordicesimo secolo, in un periodo in cui le incursioni dei turchi contro la città, condotti in particolare dal sultano Bayazit, stavano diventando sempre più frequenti.

La più vecchia parte del castello che oggi resta visibile è la torre circolare a sinistra del ponte levatoio, sulla quale si possono osservare due antichi stemmi nobiliari di due Grandi Maestri dell’epoca dei Cavalieri: De Lastic (1437 – 1454) e De Milly (1454 – 1461).

La cinta muraria esterna si trova appena dietro quella interna, e la sua costruzione è cominciata nel 1495 ad opera del Gran Maestro D’ Aubusson, è stata continuata da D’ Amboise e completata da Del Carretto nel 1514.

Sul lato a nord, fra le due cinte murarie, vi era in origine un magazzino, fatto costruire dai Cavalieri. Questa parte è stata restaurata dagli italiani durante il periodo tra le due guerre mondiali, ed ogi è adibito a museo, in cui sono esposti altari, sculture ed iscrizioni che provengono dai ritrovamenti fatti nell’area del castello.

Escursioni da Kos: Nysiros

sabato, 20 dicembre 2008

Nisyros è la più giovane tra le aree vulcaniche presenti in Grecia, ed è, insieme con Methana, Milos e Santorini uno dei vulcani attivi ancora oggi. Le più antiche formazioni rocciose hanno 160 000 anni, mentre le più recenti hanno 15 000 anni e ricoprono l’intera isola.

La maggior parte del territorio di Nisyros è montagnoso, vulcanico e molto fertile. L’isola è composta di formazioni rocciose vulcaniche, con improvvisi alti e bassi formatisi durante le precedenti attività vulcaniche. Le varie formazioni rocciose, (basalto ecc.) sono state usate per la costruzione di vari edifici quali il Palaiokastro e la torre delle campana della chiesa di San Giovanni Teologo appena fuori del villaggio di Nikea. Le rocce sono coperte di depositi piroclastici (ovvero di materiale eruttivo) e di fango vulcanico.

E’ possibile che ci siano state due eruzioni circa 25000 anni fa. Nella zona orientale dell’isola, verso l’interno c’è una grande depressione, la cui parte più alta, verso occidente, costituisce la vetta più alta dell’isola. Il picco di San Giovanni si trova nella zona orientale ed è a circa 100 metri sul livello del mare. Nel 1956 sono state notate delle perture da cui fuoriusciva fumo, verso il lato ad occidente a sud di Rammos.

È possibile che il vulcano sia esploso nel 1442. Nel 1872, un’eruzione è stata accompagnata da terremoti, e fiammate. Cenere ed altri elementi eruttati dal vulcano hanno interessato la zona di Rammos. Durante l’eruzione del 1873 si è formato un cratere largo circa 6 – 7 metri che ha eruttato cenere e fango. La terra dei territori di Lakkoi e Rammos si sono allagate, la zona è diventata un lago di acqua calda e salata, eruttata dal cratere. La più recente eruzione violenta si è avuta nel 1888, per la quale si è formato un condotto di lava con un diametro di almeno 25 metri.

Il più grande cratere del vulcano, chiamato Polivotis, ha un diametro di 260 metri ed una profondità di 30m. Ci sono altri 5 crateri più giovani nella regione, il più grande dei quale è Stefanos con un diametro di 30 metri e con profondità analoga.

Il vulcano inoltre circonda una valle lunga 2 400 metri e larga 950 metri.

A circa 1,5 chilometri da Mandraki, il capoluogo dell’isola, si trova una sorgente di acqua calda, ricca di cloruro di sodio, che raggiunge la temperatura di 46 gradi. Sul luogo si trova uno stabilimento termale che accoglie i visitatori ed i clienti. Le vere e proprie sorgenti curative sono quelle che danno sul lato del mare. Lo stabilimento conta 65 stanze, ed è operativo a partire da giugno fino ad ottobre. C’è anche la sorgente di Thermianis, vicino alla piccola chiesa dedicata alla Vergine Maria, al confine nord del villaggio di Palos, che è conosciuta fin dall’antichità. Il contenuto di una targa, scoperta tra le rovine del grande corridoio dei bagni romani che erano operativi nella stessa zona, rafforza la credenza che il padre della medicina, Ippocrate, avesse scelto proprio questo luogo come centro fisioterapeutico e curativo.

Un centro terapeutico era operativo nella zona sin dal 1895 fino all’inizio degli anni 30.

Gli antichi stabilimenti sono tuttora in restauro, e non sono ancora operativi. La temperatura dell’acqua oggi si aggira sui 38 gradi, ma potrebbe salire ancora di 8 – 10 gradi se l’acqua verrà pompata. Una terza sorgente, molto nota, è quella della baia di Avlakios. Le acque venivano usate l’idroterapia prima che lo stabilimento fosse abbandonato. Oggi l’acqua calda ribolle per conto suo nel mare, e la temperatura raggiunge i 59 gradi.

Kos Kardamena

domenica, 14 dicembre 2008

Kardamena è una meta ideale per passare le vostre vacanze. Ha infatti tutto quello che un turista può desiderare: spiagge magnifiche, possibilità di fare escursioni nei dintorni, disponibilità di diverse soluzioni per il pernottamento ed una vita notturna molto vivace e per tutti i gusti.

Kardamena si trova a circa 7 chilometri di distanza dall’aeroporto di Kos, che, soprattutto nell’alta stagione è servito da decine di volo charter provenienti da tutta Europa. Se arrivate sull’isola di Kos via nave, e dal porto ci vogliono al massimo 30 minuti per raggiungere Kardamena in taxi e qualche minuto in più con i bus.

Cominciamo dalla spiaggia: cinque chilometri di spiaggia di sabbia dorata, bagnata da un mare limpido come il cristallo, è la più lunga dell’isola di Kos, ed anche una tra le più conosciute. Per chi ama prendere il sole e farsi una nuotata è l’ideale, ma lo è anche per chi ama la vita da spiaggia movimentata, perchè ci sono a disposizione tutti i tipi di attrezzature per gli sport d’acqua, dei punti ideali per chi ama la pesca, e perfino, per chi lo preferisce, una serie di piscine aperte al pubblico nei resort posti alle spalle della spiaggia. Helona Beach e Gourniatis sono le due spiagge migliori di Kardamena, entrambe premiate per la loro bellezza, a circa 2 chilometri dalla costa Ovest della città.

Kardamena non è vivace ed accogliente solo di giorno, anche le notti sono frizzanti, dozzine di caffè, locali notturni, pubs e bar tra cui scegliere, a seconda delle vostre preferenze in fatto di musica e di cocktail. E’ facile che l’ingresso sia libero, oppure c’è una tariffa di ingresso con la prima consumazione offerta. In media i locali chiudono verso le 4 di mattina, ma nei fine settimana si finisce anche alle 6, per i maratoneti della notte ci sono alcuni bar che restano aperti 24 ore su 24. fare l’alba sulla spiaggia è una di quelle cose che bisognerebbe provare, almeno una volta. Per chi volesse passarci qualche giorno la località offre diverse scelte.

Dormire a Kardamena non è un problema: in città ci sono un gran numero di appartamenti, magari spartani, ma sempre puliti e ben serviti, e parecchi hotel a due e tre stelle. Un paio di chilometri fuori città, sia verso est che verso ovest ci sono gli hotel di lusso.

Se non vi bastano la vita notturna, gli sport acquatici e la spiaggia potete trovare a Kardamena altre proposte per allietare le vostre vacanze: c’è un centro per le immersioni, dove si po’ trovare l’attrezzatura da sub, una pista da go-kart cinque chilometri fuori dal villaggio, equitazione e, molto interessante, le escursioni verso le deliziose isole vicine, o altre mete sull’isola di Kos (si può anche noleggiare una barca per l’intera giornata), e, per chi non riesce proprio a farne a meno una fornitissima offerta di negozi dove fare shopping. A 10-15 minuti di automobile c’è un parco acquatico, con piscine, scivoli e trampolini, fra Marmari e Mastihari.

nightlife a Kos

venerdì, 12 dicembre 2008

Le acque scintillanti del mare Egeo, di un intenso blu lentamente quando il giorno finisce si colorano di argento ed il sole lascia spazio alla sorella minore, la luna (Celine). Negozi, caffè, cocktail bar, ristoranti e taverne cominciano ad illuminare la sera con le loro luci e colori.

L’odore della brezza fredda delle sere d’estate riempie i polmoni preludio all’atmosfera misteriosa delle notti di Kos, resa ancor più preziosa dal sentore di gelsomino che pervade l’aria.

Fatevi un giro su porto, dove le barche sono ormeggiate in lunghe file ed illuminate piacevolmente, vi troverete una lunga fila di bar, di ristoranti e di taverne, tra cui potrete scegliere quella che più vi aggrada. Alkl’imbocco del porto una lunga fila di pannelli, esposti dai proprietari delle barche, vi invitano a scorrere immagini programmi ed offerte per le le escursioni previste per il giorno dopo.

Nell’area portuale ci sono molti caffè pittoreschi, ideali per fermarsi a prendere l’aperitivo od un cocktail in compagnia degli amici. Se siete fuori dalla città recatevi sulla spiaggia o sul lungomare, è pieno di locali allineati uno in fila all’altro, ed alcuni vi possono regalare un’esperienza indimenticabile: un buon aperitivo mentre contemplate il tramonto sul mare. Se vi è venuta fame ecco il momento di provare i vari ristoranti con terrazza all’aperto che si alternano ai bar ed ai caffè.

Dopo cena, se volete continuare la serata, Kos offre parecchie opportunità di divertimento, anche per quelli che vogliono restare in piedi fino all’alba del giorno successivo. L’offerta di locali a Kos è enorme. Street Bar è la meta per chi vuole trovare il posto giusto, discoteche e club e pub con diverse scelte musicali, dalla musica pop greca e quella tradizionale, compresa la rebetica e la laika, alle ultime tendenze della disco internazionale, al revival ’70 -’80, al rock, al blues e persino il sofisticato jazz. A Kos le vie Diakon e Nafklirou sono le più frequentate e naturalmente, ci sono parecchi locali notturni anche fuori della città di Kos e molti dei resort hanno i loro propri locali per i loro ospiti e per il pubblico di fuori.

Anche Kardamena, sebbene in tono minore, gode di un’ottima reputazione per quanto riguarda la vita notturna, soprattutto sul lungomare dove è possibile fare festa tutta la notte fino all’alba.

mounumenti a Kos

mercoledì, 10 dicembre 2008

Il platano di Ippocrate. Proprio davanti ad uno degli ingressi del castello dei Cavalieri, si erge un imponente ed enorme platano. Questo albero, perenne, “il platano di Ippocrate” come viene chiamato dagli abitanti di Kos ha un perimetro di più di 10 metri.

E’ naturale che la vita di quest’albero sia legata a parecchi miti e leggende in cui realtà e fantasia si mescolano spesso e volentieri. Sembra che questo fosse il luogo in cui Ippocrate insegnava ai suoi allievi, e che sotto quest’albero abbia predicato San Paolo, nel primo secolo

i bastioni del Castello di Kos

i bastioni del Castello di Kos

Dopo Cristo. Anche se non sono ipotesi confermate, l’albero comunque è più che millenario.

Le basiliche dei primi cristiani, davanti alla Spiaggia di Agios Stefanos, nella baia di Kefalos, a 40 chilometri circa dal capoluogo Kos, datano quarto quinto secolo DC, con aggiunte più recenti. Quella verso sud è una basilica a tre navate, con due file di colonne, un arco semicircolare ad est ed un nartece (l’atrio delle prime basiliche cristiane) rettangolare ad ovest. La navata laterale centrale era ricoperta ai lati da una parete di marmo, l’unica parte conservatasi fino ad oggi. Il nartece ha due entrate, ed una grande scala conduce all’atrio vero e proprio. Ci sono altre costruzioni conservatesi nel tempo sul lato sud della chiesa, una, leggermente curva, potrebbe essere stata la sacrestia. Tutti i pavimenti della chiesa sono coperti di bei mosaici, mentre alcune decorazioni scolpite restano sulle pareti di marmo rimaste in piedi. La basilica situata a nord è anch’essa a tre navate ma più piccola. La caratteristica di questa basilica sono le colonne alternate a pilastri che dividono le tre navate. Anche qui troviamo l’arco semicircolare ad est, dove si vede ancora una parte dell’altare di marmo. Il luogo è stato riportato alla luce grazie agli scavi compiuti dagli italiani negli anni ’30. Attualmente vengono fatti lavori di restauro e di conservazione dei pavimenti mosaicati. D’estate sul posto vengono organizzati spettacoli culturali, concerti e teatro soprattutto.

La chiesa di Agios Ioannis Prodromos (San Govanni Battista), spesso chiamata “Epta Vimata„ (“i sette punti/conchs “) è dedicata al santo ed è situata a sud della città di Kos, all’interno del cimitero della città. La visita all’antica chiesa, fra gli alti e verdi alberi di cipresso è molto piacevole ed il luogo è ideale per scattare foto.

Il castello di Neratzia, o castello di Kos è situato all’entrata del porto di Kos. Il luogo, in passato era un piccolo isolotto, collegato all’isola di Kos da un ponticello.

Il materiale utilizzato nella costruzione è la pietra locale e parecchie parti architettoniche delle costruzioni antiche che si trovavano sull’isola. Un grande fregio del periodo ellenistico si trova intarsiato davanti all’ingresso centrale, mentre alcune colonne di basalto disposte in obliquo sopra gli ingressi probabilmente provengono dalla basilica cristiana che si trova davanti al porto.

Si possono ammirare parecchi blasoni medioevali dei cavalieri che hanno dominato l’isola. A sinistra, dopo aver percorso il ponte, c’è la più antica costruzione conservata nel castello. È una torretta circolare decorata con i blasoni dei Grandi Maestri del quindicesimo secolo. L’antica costruzione dei cavalieri nella parte settentrionale, restaurata durante il periodo della dominazione italiana di Kos (1912-1947), attualmente è usata come museo architettonico di Kos ed ospita una mostra di sculture, altari, iscrizioni e pezzi di architettura trovati nella zona.

La sinagoga. A Kos la comunità ebraica era molto numerosa, sebbene abbia patito diverse persecuzioni, come nel periodo del dominio dei Cavalieri di San Giovanni che l’hanno dispersa. Caduta nelle mani degli ottomani, l’isola ha visto il ritorno degli ebrei che si sono impiegati soprattutto nel commercio e nel traffico di merci. Durante la seconda guerra mondiale la comunità è stata nuovamente distrutta ad opera dei nazisti, che hanno deportato tutti gli ebrei nei campi di concentramento tedeschi. Attualmente la sinagoga è utilizzata per eventi culturali.

L’altare di Dioniso, situato a breve distanza dall’agorà e dal porto della città di Kos, è un bell’esempio di altare del periodo ellenistico. La parte conservata è del secondo secolo Avanti Cristo, periodo in cui Kos era particolarmente fiorente, vista la quantità di monumenti dell’epoca che sono rimasti.

L’Odeon di Kos comprende lo spazio a sud delle antiche rovine, ad ovest della Casa Romana che è stata restaurata, vicino all’antico teatro. Le iscrizioni che si trovano sul luogo indicano che la parte che oggi si vede è stata costruita sopra costruzioni ancora più antiche, probabilmente edifici pubblici. E’ orientato da nord a sud, con il “koilon” ovvero il posto dove siedono gli spettatori a sud e la scena e lo spazio per l’orchestra a nord. La parte degli spalti, il “kolion” è costruito su colonne che reggono degli elementi curvi. Al di sotto due gallerie semi- circolari, e molte piccole stanze, probabilmente laboratori e camerini degli artisti. La costruzione, datata primo e secondo secolo dopo cristo, serviva come area per spettacoli musicali e per le riunioni della Gerousia, una delle forme di autorità locali. La scoperta ed il resauro del luogo sono stati eseguiti dagli italiani negli anni ’30.

Asklepieion è il monumento antico più noto dell’isola. Situato a 3.5 chilometri alla città di Kos. Il monumento è costruito sul pendio di una collina che sovrasta la zona, con un’eccellente vista sul mare se sul litorale dell’Asia Minore in faccia all’isola.

L’antica Agorà di Kos, si trova dopo il porto di Kos, sull’estremo est dell’isola. Dopo che la città di Kos era diventata, nel 366 Avanti Cristo il centro amministrativo dell’isola, erano stati costruiti, nella zona dell’antica agorà e del porto, parechi edifici pubblici e luoghi sacri. Tuttal a zona è stata riportata alla luce grazie al lavoro degli archeologi italiani che hanno operato lì nel periodo tra le due guerre. Dopo la fine della seconda guerra mondiale i lavori sono continuati ad opera dello stato greco. La costruzione più importante tornata alla luce è quella che presenta gallerie sui tre lati, a nod, ad est ed a ovest, che formano una sorta di atrio. La parte nord è collegata alle mura della città, mentre le due gallerie laterali comprendevano magazzini e ed attività commerciali. Il tutto si presume fosse lungo circa 300 metri. Ad oriente dell’agorà sono stati rinvenuti alcuni blocchi di case dell’antica città, dividi da vie larghe dai 4 ai 6 metri. Nei blocchi di case sono stati trovati diversi reperti archeologici ed oggetti dell’epoca, che ora sono esposti al museo Archeologico di Kos.

Mangiare a Kos

lunedì, 8 dicembre 2008

Una preoccupazione importante di chiunque vada in vacanza è il tipo di cibo che potrà trovare.

Chi viene a Kos non ha bisogno di preoccuparsi granchè.

Sull’isola di Kos infatti ci sono tutti i tipi di ristoranti, taverne pizzerie e cos’altro serve per soddisfare il gusto di tutti. Per quanto riguarda le offerte in fatto di cucina internazionale potete trovare veramente di tutto: dalle gustose e conosciute specialità della cucina italiana, ai gusti agrodolci e leggermente piccanti della cucina cinese, dalla cucina speziata e profumata di provenienza indiana ai peperoncini rossi piccanti che accompagnano i burritos messicani. Non mancano tutte le specialità del fast food, dagli hamburger e kebab ai locali ed appetitosi gyros e souvlaki.

Per quanto sarebbe opportuno approfittare del fatto che siete in Grecia per gustare la cucina tipica locale. Avventuratevi quindi alla ricerca di ristorantini e taverne greche. Di solito il modello di taverna greca è a conduzione famigliare, e la proposta di menù è molto tradizionale. Per legge tutte le taverne dovrebbero esporre il menù, ma in molti casi questo è facoltativo. Anzi, sovente quelle che non espongono enormi cartelli in quattro lingue con incredibili offerte a buon mercato di menù degustazione sono proprio quelle in cui potete trovare la migliore qualità e freschezza. Non abbiate paura di non farvi comprendere perchè i ristoratori di Kos sono abituati ad avere a che fare con un pubblico internazionale, e sarà facile parlare in inglese, se non addirittura direttamente in italiano. (non dimenticate che l’isola è stata parte del regno d’Italia) fino al 1945, e che molti anziani hanno frequentato le scuole italiane). Fidatevi anche dei vostri occhi, se vedete tanti greci mangiare in una taverna, quello è il posto giusto in cui sedersi.

Oltre alla tradizionale offerta di moussaka, pasticio ed altre immancabili specialità sul menù non esitate comunque a chiedere se c’è qualcosa di appena fatto, un piatto del giorno di carne o pesce, avrete l’opportunità in questo modo di garantirvi un pranzo veramente fresco. In effetti nessun greco chiede mai un menu in una taverna, piuttosto dice “cosa c’è di buono oggi?”. E non vi stupite se gusterete un piatto che sembrerà proprio cucinato a casa. Per innaffiare degnamente il pasto non mancate di provare i vini locali, bianche e rossi, oppure chiedete retsina, rimarrete soddisfatti e sazi.

Al porto di Kos potete trovare una serie di locali proprio a ridosso del porto, forniti direttamente dai pescatori locali. Anche nelle altre località dell’isola ci sono buone proposte in fatto di cibo, per esempio il porticciolo di pescatori di Mastichari e conosciuto per il pesce freschissimo che si gusta nelle numerose taverne.

Il Museo Archeologico di Kos

sabato, 6 dicembre 2008

Il Museo Archeologico di Kos si trova in una bella costruzione costruzione a due piani con tre ingressi sovrastati da archi. Al pianterreno si trovano molte sculture provenienti dagli scavi eseguiti dagli italiani sull’isola di Kos dopo il tremendo terremoto che distrusse molti edifici sull’isola nel 1933.

i bastioni del Castello di Kos

i bastioni del Castello di Kos

Le sculture occupano tre stanze che circondano l’atrio, in mezzo al quale è esposto un magnifico mosaico che rappresenta l’arrivo di Esculapio, il dio della medicina, sull’isola. Il primo piano è riservato ai vasi antichi, ma per il momento non è aperto al pubblico. Alcuni del mosaici esposti nel museo provengono da Rodi, e si trovano a Kos perchè gli italiani, che negli anni ’30 stavano restaurando il castello dei Cavalieri, li avevano trasportati a Kos per usarli come decorazioni del castello restaurato. Vari dei marciapiedi di mosaico, che dovrebbero essere visualizzati nel museo realmente sono trovati a Rodi, come italiani, negli anni 30 tardi li avévano trasportati là per decorare il palazzo famoso di grande padrone, che allora stava ristabilendo. I

Le collezioni più importanti del museo sono le seguenti:

1. La serie di terracotte preistoriche, e di oggetti metallici di uso giornaliero dell’età del bronzo (ventesimo dodicesimo secolo Avanti Cristo) ritrovati sulle colline di Serayia, nell’insediamento neolitico della caverna di Aspri Petra ( la pietra bianca) ed in altri siti archeologici. Questa collezione però non è aperta al pubblico.

2. La grande collezione di terrecotte del periodo “geometrico” a quello ellenistico, anch’essa chiusa al pubblico.

La collezione di sculture sia di uomini che di donne, del periodo ellenistico – romano, la maggior parte delle quali provengono da scavi eseguiti nella città di Kos (l’Odeon romano), da Pyli (il santuario di Demetra), e da altri luoghi dell’isola.

Le più importanti ed interessanti tra le sculture esposte sono:

Ippocrate: la statua di un uomo barbuto, che porta un abito, datata quarto secolo Avanti Cristo trovata durante gli scavi all’Odeon. La curiosità è che furono gli operai che lo scoprirono a dargli chiamarla Ippocrate.

Tre statue, due donne e un uomo barbuto, datate quarto-terzo secolo AC. Si pensa che le donne rappresentino la dea Demetra e sua figlia Persefone (Kore), mentre l’uomo sarebbe Pluto. Le iscrizioni sulla base indicano che le statue erano offerte votive di sacerdotesse ed altri individui di un piccolo santuario rurale.

Un bassorilievo di una tomba del terzo secolo AC, che rappresenta un giovane atleta eretto, che porta un indumento e che tiene una corona in segno di vittoria. Alcune lettere, “ΔΑΙΔ…„, intagliato sulla sua cassa, potrebbero indicare il suo nome. La statua è stata trovata alla zona del teatro romano.

Alcune statue di donne, del periodo Ellenistico (terzo – secondo secolo AC), che portano un indumento tipico di Kos.

Un “trapezophoron” (supporto di una tavola) del periodo ellenistico (secondo secolo AC), che è in effetti una copia di un originale più vecchio. E’ decorato con un bassorilievo che rappresenta Marsyas, in attesa di essere punito da Apollo.

Una pavimentazione di mosaico trovata nella casa romana restaurata, del periodo ellenistico, che rappresenta una scena di vita marina; un altra pavimentazione invece rappresenta l’arrivo di Esculapio a Kos ricevuto da Ippocrate. E’ datato terzo secolo Dopo Cristo.

Il mosaico di Hermes (secondo secolo DC) proveniente dalla casa del mosaico di Europa. Rappresenta il dio Hermes che si siede su una roccia vestito, e che tiene con se i segni del suo potere.

Un gruppo molto bello con Dioniso, Pan ed un Satiro che provengono dallo stesso luogo. Il gruppo rappresenta il dio Dioniso ubriaco, sostenuto dal Satiro, mentre Pan suona il flauto. Un piccolo eros ed una pantera siedono ai piedi di Dioniso.

Per concludere, c’è la statua senza testa di Esculapio, che tiene in mano un bastone con intrecciato intorno un serpente (un tipico simbolo del dio), insieme con Telesforo, il dio della guarigione, che siede ai suoi piedi. La statua è datata secondo secolo DC e proviene dalla stessa casa del mosaico di Europa.